Sinceramente, mi aspettavo molto di più da un giovane Presidente,
ancora fresco di laurea, con oltre 4 anni di esperienza in campo politico, con oltre 4 anni da consigliere dell’opposizione.
Le linee
programmatiche sono molto deludenti.
Rileggendole
con calma mi sembra di rileggere i documenti dei collettivi degli anni ‘68-73, Quando
noi giovani rivoluzionari nelle aule del Politecnico di Milano, stilavamo
documenti da consegnare ai presidi per giustificare le occupazioni d’istituto.
Un programma, astratto e intangibile, per certi aspetti utopistico. Pieno
di slogan sinistrorsi che si rifanno ad una “politica del sociale” in discussione
a livello nazionale, (sinceramente portare delle iniziative a livello locale
vuol dire scavalcare il governo con iniziative discutibili), oppure di idee
scopiazzate qua e là e messe dentro il discorso come riempitivo senza un
approfondimento, da cui si evince la poca conoscenza dell’argomento. Ma anche
argomenti più volte ripetuti, che danno l’impressione che questo discorso è frutto di un lavoro a più mani senza un
coordinamento predominante, di una mente
unica.
Un discorso
molto, ma molto deludente.
Non mi è
sembrato un vero discorso di governo, dove vengono affrontati almeno in grandi
linee i gravi problemi del municipio: la viabilità, la mobilità, la vita
sociale, la sicurezza, la comunicazione amministrazione-cittadini, i servizi da
avvicinare alla cittadinanza, delle discariche abusive e degli agglomerati a
capanne, le così dette bidonville, segni di disumanizzazione, degrado non degne
di una città come Roma.
Poca conoscenza della macchina
amministrativa.
Alcuni di
questi argomenti citati sopra, sono trattati in modo molto generico, altri
esclusi del tutto.
Il discorso programmatico dimostra la poca conoscenza di alcuni
documenti fondamentali per un amministratore del municipio, quali lo statuto di
Roma Capitale, ma anche della macchina amministrativa, dei suoi meccanismi e
delle competenze di molti uffici.
Quando parla del “codice etico
per i dipendenti della pubblica amministrazione” dimentica che il
comportamento dei dipendenti è regolato dai DPR, ultimo in ordine di tempo è il
DPR 62 del 06/04/2013, “codice di comportamento dei dipendenti pubblici”, non c’è
bisogno di elaborare un ulteriore codice che non ha alcun valore giuridico.
Questo pensiero, tradisce invece un idea negativa nei confronti del personale
il quale va incatenato, controllato e ispezionato alla luce di un ipotetico
codice etico da inventare, un idea che personalmente non avevo trovato nei
colloqui avuti con il presiedente, chissà di chi è frutto
Come quando parla delle mense, e dice: “proponiamo che il municipio
fornisca assistenza tecnica”, cosa vuol dire? Nel Municipio è presente un ufficio
dove prestano il loro servizio delle dietiste qualificate, sia dal lavoro sul
campo sia dalla loro formazione professionale, le quali svolgono un ruolo di
controllo a 360 gradi. Dalla qualità del servizio fornito, alla freschezza e
manipolazione dei generi alimentari, alla pulizia degli ambienti: sia delle
cucine che delle sale mense. Il servizio mensa è regolato da un capitolato
molto complesso il cui fine è la tutela dei minori che usufruiscono di tale
servizio. Non è raro che le dietiste infliggono pesanti penali quando le ditte
che gestiscono il servizio mensa non rispettano il capitolato.
Senza dimenticare che ogni scuola, può fornirsi di un comitato di
controllo formato dai genitori che possono verificare il funzionamento di tutto
il servizio, dalla preparazione alla distribuzione pasti, sulla qualità del
cibo e la pulizia degli ambienti.
Poca conoscenza del Municipio Roma
XIV.
Un'altra cosa che risalta è che la conoscenza del territorio, del
municipio parte da Ottavia, passa per Monte Mario e termina a Primavalle (ma c’è
anche un pensiero a Balduina).
Il Municipio è molto di più, molto ma molto di più.
Mi sento di dare un consiglio al Presidente e ai membri della Giunta
di farsi una passeggiata, e nell’occasione mi posso offrire come guida
turistica.
Partire dalla Balduina dove abbiamo un centro città, dove ci sono
problemi di una cittadinanza borghese, con problemi di una quartiere vecchio,
meglio dire antico. Poi ci incamminiamo e facciamo una sosta nel vecchio
quartiere popolare di Primavalle, per proseguire per il recente quartiere
popolare del Quartaccio, uno dei peggiori quartieri dal punto di vista
urbanistico, realizzato come un quartiere dormitorio dove è impossibile realizzare
luoghi di incontro centrali, per fare una capatina del nuovo quartiere della
Torresina così lontano dal punto di vista sociale del quartiere popolare
limitrofo. Torniamo sulla via Francigena, ops volevo dire Via Trionfale, per
avventurarci per quello che tutti popolarmente considerano Monte Mario, il
quartiere che ruota intorno a Piazza di NS di Guadalupe, frutto di un
urbanizzazione selvaggia degli anni 60, poi andiamo avanti per passare per la
Borgata Ottavia, altra zona frutto di urbanizzazione selvaggia che inizia negli
anni 60 e per certi aspetti prosegue tuttora, per andare poi Selva Candida,
isolata dal resto del municipio dal GRA. Una zona in forte espansione dove c’è
da tenere sotto controllo che le società che realizzano le nuove costruzione
realizzano anche le opere urbanistiche complementari, e non solo palazzi.
Controllare gli abusi edilizi.
Ma il nostro municipio non è finito a Selva Candida ci sono ancora km
e km di campagna per arrivare infine a Tragliatella zona di confine ma anche in
espansione, dove non ci sono fogne e acqua a potabile in casa. Luogo dove i
cittadini trovano più comodo andare Cesano per fare la carta d’identità che non
al Santa Maria della Pietà, sede del Municipio Roma XIV.
Ci possiamo forse dimenticare di Poggio Belvedere, Valle Santa, di
Malvacina lontanissime dal sede del Municipio.
Nel discorso programmatico di molte zone del municipio non se parla, e
non si tiene conto delle loro problematiche.
Comunicazione e la
rete.
Il vero problema, la vera sfida è la comunicazione, che nel discorso
programmatico poco se ne parla, mentre c’è un passaggio nel discorso sul
portale web, e anche qui trapela una conoscenza parziale dell’argomento e del
varie problematiche del sito web di Roma Capitale.
In modo molto sommario, per semplificare al massimo il discorso, tre sono
il livelli della comunicazione:
Uno verso tutti… comunicazione
discendente.
Tutti verso tutti ..
comunicazione interpersonale e simmetrica.
Tutti verso uno.. comunicazione
ascendente.
Parlare di comunicazione attraverso il portale web, non vuol dire uno
verso tutti e il contrario, ma uno verso alcuni e alcuni verso uno, mentre è
totalmente assente la comunicazione simmetrica.
La vittoria di Grillo spacciata per la vittoria della rete, è una
delle bugie più grosse di questi ultimi tempi. Molti che conosco che hanno
votato il M5Stelle, non è mai andato sul sito di Grillo. Il successo del
predicatore genovese nasce dalla grande visibilità che gli ha dato Sky, i due
comizi conclusivi della grande campagna grillina, quello di Milano, ma ancor più quello di Roma, hanno avuto un seguito
televisivo impressionante. Sky ha dato ampio spazio agli eventi con ore di
diretta, specialmente quello conclusivo di piazza San Giovanni. La tv privata
ha dato a Grillo, nell’occasione, una visibilità enorme. Il messaggio di Grillo
è arrivato nelle case degli italiani via parabola e non via internet, infatti l’insuccesso
della campagna su Roma è dovuta anche alla poca visibilità televisiva.
Conosciamo tutti i dati della referendum fatto in rete sul candidato a
Sindaco di Roma del M5stelle, se non ricordo male solo centinaio di persone
hanno votato.
L’uso della rete, non è cosi diffuso come qualcuno vorrebbe far
credere, certi numeri di partecipazione a certi forum o chat, tradiscono che c’è ancora una bassa frequenza
di popolazione che utilizza la rete come mezzo di informazione, comunicazione,
ma non di gioco…
C’è ancora troppa gente che non possiede il pc, anche se c’è molta gente
che utilizza la rete attraverso altre apparati quali Ipod, Ipad, tabled ecc ecc
ma solo per accedere alla chat, a facebook o ai giochi, l’idea dell’utilizzo
della rete come primario strumento di informazione è ancora molto, molto numericamente
scarso.
E qui la grande sfida.
Una comunicazione che arriva più lontano, più chiara, più difforme, più
numerosa.
Costruire
dei meccanismi di comunicazione che accontenti i tre criteri della comunicazione,
dando sia spazio alla rete, così come già la legge prevede, (nell’occasione
consultare la Dlgs 33/2013), ma trovare altri sistemi e tecniche di comunicazione.
Il successo
di questa sfida sta nella realizzazione di un ufficio della comunicazione,
fornito di mezzi strumentali, di risorse umane e fondamentalmente di risorse
economiche.
(segue)