Cornelio
Quest'uomo era un soldato
o meglio un centurione della legione
italica che presidiava questa regione dell’impero Romani
Luca ci dice che
quest'uomo era un “timorato di Dio”, una affermazione un po’ curiosa, sappiamo
che i romani erano politeisti, avevano un Pantheon pieno di divinità, avevano
dei per ogni esigenza e per ogni gusto; invece, questo centurione sembra che
sia devoto a un solo Dio, era un monoteista ed era “timorato di Dio” e non solo,
ci dice anche che era un uomo pieno di bontà e faceva spesso elemosine ed era
dedito alla preghiera.
In questa sua devozione aveva coinvolto tutta la sua famiglia ed anche gli uomini e le donne della sua servitù.
Molto probabilmente,
essendo un soldato di professione e mandato di stanza a Cesarea abbia portato
con sé la famiglia e in questa città entra in contatto col mondo ebraico, ed abbia fatto amicizia con qualcuno che gli ha parlato di questa
divinità particolare.
In fondo per un politeista,
per uno che ha molte divinità questi ebrei monoteisti poteva suscitare una
certa curiosità.
Questi ebrei che adoravano un Dio che non aveva immagine, al contrario degli dei romani che erano molto rappresentati in statue e dipinti.
Questo Dio aveva un solo tempio in tutto il mondo in
Gerusalemme ed era accessibile ai soli ebrei.
Questo Dio che parlava
attraverso i profeti ed era protagonista della storia di questo popolo piccolo
e insignificante, questo popolo devoto al suo Dio che conservava le parole del
suo Dio in rotoli e che queste parole che altro non erano una serie di
comandamenti quel popolo fedelmente obbediva, leggi che erano più importanti delle leggi dell'impero
romano
Sicuramente questo
centurione è rimasto affascinato da questo Dio particolare e forse si era
convertito a questa religione ma non poteva farne parte perché non era ebreo.
Non era ammesso nessuno,
che non fosse un ebreo, ai culti, ai riti, alle funzioni, alle feste, eccetera eccetera …
ebraiche
Sappiamo che gli ebrei
tutti i sabati si incontravano nella sinagoga e l'ascoltare la parola dei
profeti, la parola della torah, innalzare insieme le preghiere ascoltare
l'insegnamento dei rabbini condividere insieme la parola tutto questo a Cornelio
non gli era concesso.
Eppure, lui era un devoto
ed aveva timore di Dio ed innalzava le sue preghiere al cielo.
È un paradosso, lui vuole
accettare questo Dio come il suo Dio ma coloro che sono devoti di questo Dio misterioso e affascinante non l’accettano
La questione è seria.
Succede qualcosa d'incredibile qualcosa di inaspettato.
È la cosa più inaspettata
che ci possa essere e che Dio va incontro ad un infedele
Cosa fare con i gentili
che vogliono far parte del popolo di Dio.
Non era concesso ai
gentili essere devoti al loro Dio,
Ricordate che nel giorno di Pentecoste, quando avvenne la discesa dello Spirito Santo, Luca, ci dice che c'erano come testimoni di quell'evento clamoroso, in cui si è sentito un tuono, si è sentito un rumore assurdo, e si era alzato un vento impetuoso quindi quel giorno, c’ era venuta in Gerusalemme da tutte le parti dell'impero.
In effetti quel evento
clamoroso avvenne nel giorno di Pentecoste, una delle tre feste più importanti per ebrei,
una delle tre feste cui c'era l'obbligo del pellegrinaggio a Gerusalemme
leggiamo quello che ci dice Luca:
Mentre il giorno di
Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di
vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco che si
dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di
Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava
loro il potere d'esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei
osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.
Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase
sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore
dicevano: "Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che
li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi,
Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto
e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della
Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma, Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo
annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio".
Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi
l'un l'altro: "Che significa questo?".
Avviene qualcosa di rumoroso, fragoroso da attirare l'attenzione di tanta gente che si reca nei pressi della casa e loro escono per rassicurare che non è successo niente di grave e cominciano a parlare ed hanno questo dono meraviglioso delle lingue che ancora gli esegeti o studiosi discutono che cosa sia veramente questo dono delle lingue.. parlano tranquillamente con tutta la gente che se radunata e c'è gente che viene da ogni parte dell'impero.
Sappiamo poi che da lì a poco tanta gente si unisce alla chiesa nascente, ma tutti ebrei.
Quanta gente assiste ai
miracoli che avvengono grazie agli apostoli e tanta gente si convince con la Parola
e tutti vogliono aderire a questa nuova religione che è incentrata su Gesù
Cristo il Messia.
Se per gli ebrei è facile convertirsi al cristianesimo, perché vuol dire che solo spostare l'obiettivo dall'attesa alla venuta del messia.
Per un ebreo tutto il
bagaglio culturale che ha, lo aiuta a
passare dall'attesa del Messia all'incontro con Gesù il Messia
Ma con i gentili è diverso,
loro non sanno niente della storia di Israele.
Non sanno niente dei
comandamenti, della legge, della torah, dei profeti, delle feste, della storia d’Israele.
Vogliono aderire, perché
hanno visto una comunità diversa dalle altre, vogliono aderire perché hanno
sentito un messaggio diverso da quello che gli fanno i sacerdoti dei vari dei
dell’Impero.
Voglio aderire perché
hanno scoperto che quel Gesù è un Dio vivo, un Dio vero.
Vogliono aderire perché
partecipando agli incontri di preghiera hanno scoperto la diversità che c'è tra
rendere culto a degli dei sordi e muti e il rendere culto al Dio dei vivi che
ascolta e parla.
Ma come inserirli
all'interno della comunità e qui viene inaspettatamente entra in azione Dio.
un Angelo è inviato a
Cornelio
Possiamo paragonare questo
angelo senza nome all’Arcangelo Gabriele?
L'arcangelo Gabriele fu inviato
a Zaccaria
l'arcangelo Gabriele fu inviato
alla Vergine Maria
e forse anche in questo
caso è l’Arcangelo Gabriele ad essere inviato
Cornelio… la scrittura non ce lo dice, ma a me piace pensarlo,
Le preghiere unite allora
purezza di cuore, alla bontà del cuore non lasciano Dio indifferente, anzi lui
si commuove ed agisce.
Quante volte abbiamo letto
nella scrittura Dio ascolta la tua preghiera
Dio ascoltato la tua
preghiera
Dio ascolta la preghiera degli ultimi, degli oppressi, dei diseredati, dei
poveri ma ancor di più ascolta la preghiera dei generosi di cuore.
Non c'è preghiera più
forte di un povero che si rende povero con i poveri.
A Pietro appare questa
tovaglia, con sopra non infinita di cosa da mangiare, tante cose buone, deliziose
e pure ma anche tante cose impure secondo la legge mosaica.
Una voce dirà a Pietro: :
«Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano».
Dio invita Pietro ha un
cambiamento di mentalità nei confronti del cibo, ma è una metafora del
cambiamento che deve fare nei confronti dei Gentili, rappresentati d Cornelio
questo Cornelio
che è un gentile, impuro, peccatore in questo suo accogliere Pietro in casa ci
riporta ad altri personaggi anch’ essi impuri e peccatori, quale Zaccheo, ed
altri pubblicani che hanno accolto Gesù nelle loro case
Dio fa
capire a Pietro che tutti, ma proprio tutti, hanno bisogno di essere
riconciliati con Dio.
Tutti, ma proprio tutti,
hanno bisogno di sperimentare il perdono di Dio e tornare così ad essere santi
e puri.
Cornelio non solo si è
convertito a questo Dio che conosce velatamente e approssimativamente ma ha
trasmesso ad altri il desiderio di conoscere Dio e si sono riuniti tutti nella
sua casa
Davanti a quella folla,
Pietro inizia a parlare Di Gesù.
Ancora una volta noi
vediamo la potenza della parola
la potenza della
proclamazione dell'azione di Dio nella storia di ognuno di noi.
Pietro stava ancora dicendo queste cose,
quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E
i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui
pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti
parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può
impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi,
lo Spirito Santo?».
lui parla Cornelio
lui che parla Pietro
lui di sua iniziativa scende
con potenza in quell'assemblea riunita nella casa di Cornelio
Perché non viviamo la
pienezza dello Spirito Santo-
Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà
dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede
riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il
figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? se gli chiede un uovo, gli darà uno
scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri
figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che
glielo chiedono!».
Chiedete lo SPIRITO SANTO… senza mettere barriere ideologiche tra voi e il Signore.
Chiedete lo Spirito Santo
e arrendetevi al suo amore
Chiedete lo Spirito Santo
e arrendetevi alla sua potenza
Chiedete lo Spirito Santo
e arrendetevi alla sua azione.
[1]
che recenti scavi a Gerusalemme hanno
portato alla luce una targa su cui era scritto: “pena di morte per chi varca il
muro”. Questa targa era posta sul muro
che divideva i due cortili nel tempio. Era il muro che divideva lo spazio fin
dove era concesso ai gentili di avvicinarsi al tempio oltre non potevano
andare. Questo muro separava il cortile concesso ai gentili dal cortile degli
ebrei e la targa metteva in guardia i gentili di non oltrepassare il muro
altrimenti sarebbero stati uccisi. Inoltre il cortile degli ebrei era anch'esso
suddiviso da un muro che divideva gli uomini dalle donne. (Ravasi )
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