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giovedì 4 giugno 2026

Il Signore non fa preferenze di persone

Cornelio

 Oggi ci troviamo in un'altra città, a Cesarea, che già conosciamo perché il nostro amico Filippo, dopo le sue avventure in Samaria e a Gazza ha preso residenza in questa città,  dove si è sposato e secondo alcuni testimoni divenne anche responsabile della comunità cristiana locale,  responsabile paragonabile alla figura di un vescovo moderno.

 Luca, apre il capitolo 10 degli atti, come se fosse l'inizio di una favola:  c'era un uomo di nome Cornelio

Quest'uomo era un soldato o meglio un centurione della  legione italica che presidiava questa regione dell’impero Romani

Luca ci dice che quest'uomo era un “timorato di Dio”, una affermazione un po’ curiosa, sappiamo che i romani erano politeisti, avevano un Pantheon pieno di divinità, avevano dei per ogni esigenza e per ogni gusto; invece, questo centurione sembra che sia devoto a un solo Dio, era un monoteista ed era “timorato di Dio” e non solo, ci dice anche che era un uomo pieno di bontà e faceva spesso elemosine ed era dedito alla preghiera.

In questa sua devozione aveva coinvolto tutta la sua famiglia ed anche gli uomini e le donne della sua servitù.

Questo dire: “timorato di Dio” ci apre una prospettiva particolare,  sembra che quest'uomo per una qualche ragione che non sappiamo e che Luca non ci dice, sia devoto al Dio degli ebrei, tanto  è vero che a causa di questa sua religiosità abbia la stima dei giudei della regione

Molto probabilmente, essendo un soldato di professione e mandato di stanza a Cesarea abbia portato con sé la famiglia e in questa città entra in contatto col mondo ebraico,  ed abbia fatto amicizia  con qualcuno che gli ha parlato di questa divinità particolare.

In fondo per un politeista, per uno che ha molte divinità questi ebrei monoteisti poteva suscitare una certa curiosità.

Questi ebrei che adoravano un Dio che non aveva immagine, al contrario degli dei romani che erano  molto rappresentati in statue e dipinti.

Questo Dio  aveva un solo tempio in tutto il mondo in Gerusalemme ed era accessibile ai soli ebrei.

Questo Dio che parlava attraverso i profeti ed era protagonista della storia di questo popolo piccolo e insignificante, questo popolo devoto al suo Dio che conservava le parole del suo Dio in rotoli e che queste parole che altro non erano una serie di comandamenti quel popolo fedelmente obbediva, leggi che  erano più importanti delle leggi dell'impero romano

 È logico che se entri in contatto con una religione totalmente diversa dalla tua o la  biasimi o ti affascina.

Sicuramente questo centurione è rimasto affascinato da questo Dio particolare e forse si era convertito a questa religione ma non poteva farne parte perché non era ebreo.

Non era ammesso nessuno, che non fosse un ebreo, ai culti, ai riti,  alle funzioni, alle feste, eccetera eccetera … ebraiche

 Tutto quello che si faceva in ambito ebraico e religioso era strettamente concesso e permesso ai soli  ebrei nessuno poteva partecipare, tutti gli altri esclusi…

 Nel tempio di Gerusalemme, nel cortile antistante al tempio c'era un muro che divideva in due questo cortile, se un gentile avesse osato oltrepassare quel muro, sarebbe stato immediatamente ucciso.[1]

 C'era questo muro di separazione.

 Quindi anche se questo Cornelio era rimasto affascinato da questa religione da questo Dio ed era diventato un devoto  di questo Dio degli ebrei, non gli era concesso di partecipare alle attività religiose  ebraiche.

Sappiamo che gli ebrei tutti i sabati si incontravano nella sinagoga e l'ascoltare la parola dei profeti, la parola della torah, innalzare insieme le preghiere ascoltare l'insegnamento dei rabbini condividere insieme la parola tutto questo a Cornelio non gli era concesso.

Eppure, lui era un devoto ed aveva timore di Dio ed innalzava le sue preghiere al cielo.

 È un'anomalia questo Cornelio, crede nell'altissimo, crede in Jaweh, convince tutta la sua famiglia a credere in Jaweh; eppure, non può partecipare ai vari culti comunitari.

È un paradosso, lui vuole accettare questo Dio come il suo Dio ma coloro che sono devoti di questo  Dio misterioso e affascinante non l’accettano

 

La questione è seria.

Succede qualcosa d'incredibile qualcosa di inaspettato.

È la cosa più inaspettata che ci possa essere e che Dio va incontro ad un infedele

Storicamente  sembra che all'interno della prima comunità cristiana, quindi alla all'interno della Chiesa nascente, ci fosse un problema ossia una discussione su, come fare con quelli che non erano ebrei i quali avendo ascoltato la parola di Dio, vogliono far parte del popolo di Dio.

Cosa fare con i gentili che vogliono far parte del popolo di Dio.

Non era concesso ai gentili essere devoti al loro Dio,

Ricordate che nel giorno di Pentecoste, quando avvenne la discesa dello Spirito Santo,  Luca, ci dice che c'erano come testimoni di quell'evento clamoroso, in cui si è sentito un tuono, si è sentito un rumore assurdo, e si era alzato un vento impetuoso quindi quel giorno,  c’ era venuta in Gerusalemme da tutte le parti dell'impero.

In effetti quel evento clamoroso avvenne nel giorno di Pentecoste,  una delle tre feste più importanti per ebrei, una delle tre feste cui c'era l'obbligo del pellegrinaggio a Gerusalemme leggiamo quello che ci dice Luca:

Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo.
Venne all'improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano.
Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d'esprimersi.
Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo.
Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva parlare la propria lingua.
Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano: "Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com'è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamìti e abitanti della Mesopotamia, della Giudea, della Cappadòcia, del Ponto e dell'Asia, della Frigia e della Panfilia, dell'Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirène, stranieri di Roma,  Ebrei e prosèliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio".
Tutti erano stupiti e perplessi, chiedendosi l'un l'altro: "Che significa questo?".

 Luca ci dice che gli 11 apostoli,  più alcune donne e  fra di loro anche Maria erano riuniti  in una stessa stanza di una casa e qui succede quella cosa incredibile che è la Pentecoste.

Avviene qualcosa di rumoroso, fragoroso da attirare l'attenzione di tanta gente che si reca nei pressi della casa e loro escono per rassicurare che non è successo niente di grave e cominciano a parlare ed hanno questo dono meraviglioso delle lingue che ancora gli esegeti o studiosi discutono che cosa sia veramente questo dono delle lingue..  parlano tranquillamente con tutta la gente che se radunata e c'è gente che viene da ogni parte dell'impero.

Sappiamo poi che da lì a poco tanta gente si unisce  alla chiesa nascente, ma tutti ebrei.

Quanta gente assiste ai miracoli che avvengono grazie agli apostoli e tanta gente si convince con la Parola e tutti vogliono aderire a questa nuova religione che è incentrata su Gesù Cristo il Messia.

Se per gli ebrei è facile convertirsi al cristianesimo, perché vuol dire che solo spostare l'obiettivo dall'attesa alla venuta del messia.

Per un ebreo tutto il bagaglio culturale che ha,  lo aiuta a passare dall'attesa del Messia all'incontro con Gesù il Messia

Ma con i gentili è diverso, loro non sanno niente della storia di Israele.

Non sanno niente dei comandamenti, della legge, della torah, dei profeti, delle feste, della storia d’Israele.

Vogliono aderire, perché hanno visto una comunità diversa dalle altre, vogliono aderire perché hanno sentito un messaggio diverso da quello che gli fanno i sacerdoti dei vari dei dell’Impero.

Voglio aderire perché hanno scoperto che quel Gesù è un Dio vivo, un Dio vero.

Vogliono aderire perché partecipando agli incontri di preghiera hanno scoperto la diversità che c'è tra rendere culto a degli dei sordi e muti e il rendere culto al Dio dei vivi che ascolta e parla.

 

Ma come inserirli all'interno della comunità e qui viene inaspettatamente entra in azione Dio.

 lo Spirito Santo che agisce, è lui il vero protagonista della storia, perché agisce in due persone facendole poi incontrare e risolvendo il problema sociale della prima comunità cristiana.

 Dio non è sordo

 Un angelo che altro non è che “un inviato di Dio”, si muove e va Cornelio,

un Angelo è inviato a Cornelio

Possiamo paragonare questo angelo senza nome all’Arcangelo Gabriele? 

L'arcangelo Gabriele fu inviato a Zaccaria

l'arcangelo Gabriele fu inviato alla Vergine Maria

e forse anche in questo caso è l’Arcangelo Gabriele ad essere  inviato Cornelio… la scrittura non ce lo dice, ma a me piace pensarlo,

 L’angelo va da Cornelio  e gli dice: le tue preghiere sono state ascoltate insieme alle tue elemosine

 Sono state ascoltate le tue preghiere in quanto preghiere innalzate a Dio ma anche perché sono preghiere che nascono da un cuore generoso, da un cuore altruista, da un cuore pieno d'amore per il prossimo.

Le preghiere unite allora purezza di cuore, alla bontà del cuore non lasciano Dio indifferente, anzi lui si commuove ed agisce.

Quante volte abbiamo letto nella scrittura Dio ascolta la tua preghiera

Dio ascoltato la tua preghiera

 Dio ascolta la preghiera degli  ultimi, degli oppressi, dei diseredati, dei poveri ma ancor di più ascolta la preghiera dei generosi di cuore.

Non c'è preghiera più forte di un povero che si rende povero con i poveri.

 L’Angelo non solo  dice a Cornelio chi deve cercare, ma gli dà anche le coordinate precise, come facciamo con Google oggigiorno, quando gli chiediamo un indirizzo e ci dà le coordinate precise.


 E parlarono  lingue sconosciute

 Non mi dilungo sulla visione che ha avuto Pietro soltanto, solo che quella visione è una parte della soluzione che Dio dà al problema della comunità: cosa fare dei gentili.

A Pietro appare questa tovaglia, con sopra non infinita di cosa da mangiare, tante cose buone, deliziose e pure ma anche tante cose impure secondo la legge mosaica.

Una voce dirà a Pietro: : «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano».

 C'è un cambiamento culturale profondo nei confronti del cibo.

Dio invita Pietro ha un cambiamento di mentalità nei confronti del cibo, ma è una metafora del cambiamento che deve fare nei confronti dei Gentili, rappresentati d Cornelio

 Così Pietro  accompagnato dai messaggeri di Cornelio si regala la casa di costui.

 Cornelio accogli Pietro con grande enfasi e gli va incontro gli si getta ai piedi per poi accoglierlo in casa sua

questo Cornelio che è un gentile, impuro, peccatore in questo suo accogliere Pietro in casa ci riporta ad altri personaggi anch’ essi impuri e peccatori, quale Zaccheo, ed altri pubblicani che hanno accolto Gesù nelle loro case

Dio fa capire a Pietro che tutti, ma proprio tutti, hanno bisogno di essere riconciliati con Dio.

Tutti, ma proprio tutti, hanno bisogno di sperimentare il perdono di Dio e tornare così ad essere santi e puri.

 Cornelio nella sua casa ha riunito tutta la sua famiglia la servitù sono in tanti.

Cornelio non solo si è convertito a questo Dio che conosce velatamente e approssimativamente ma ha trasmesso ad altri il desiderio di conoscere Dio e si sono riuniti tutti nella sua casa

Davanti a quella folla, Pietro inizia a parlare Di Gesù.

Ancora una volta noi vediamo la potenza della parola

la potenza della proclamazione dell'azione di Dio nella storia di ognuno di noi.

 È la parola che apre il cuore e accende il desiderio  perché mentre Pietro ancora parlava lo Spirito Santo scese su tutti quelli che erano presenti.

 Ed abbiamo in questa assemblea improvvisata in casa di Cornelio, in questo momento comunitario una manifestazione dello Spirito Santo uguale è identica a quella del giorno di Pentecoste quando lo Spirito Santo scesi sugli apostoli e le donne che erano riuniti nella casa.

Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?».

 Di questo lungo racconto dove apparentemente i protagonisti sono Cornelio e Pietro in realtà  il protagonista e ancora una volta Spirito Santo-

lui parla Cornelio

lui che parla Pietro

lui di sua iniziativa scende con potenza in quell'assemblea riunita nella casa di Cornelio

 Allora una sola domanda dobbiamo porci: perché non è protagonista della nostra vita?

Perché non viviamo la pienezza dello Spirito Santo-

 Dobbiamo chiedere con forza e convinzione: manda il tuo SPIRITO SIGNORE.

  Dobbiamo avere una certezza che ci viene dalla Parola:

Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce?  se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!».

 

 Chiedete lo SPIRITO SANTO…  senza mettere barriere ideologiche tra voi e il Signore.

Chiedete lo Spirito Santo e arrendetevi al suo amore

Chiedete lo Spirito Santo e arrendetevi alla sua potenza

Chiedete lo Spirito Santo e arrendetevi alla sua azione.

 

 

 

 

 

 


 

 



[1] che recenti scavi a Gerusalemme hanno portato alla luce una targa su cui era scritto: “pena di morte per chi varca il muro”. Questa targa era  posta sul muro che divideva i due cortili nel tempio. Era il muro che divideva lo spazio fin dove era concesso ai gentili di avvicinarsi al tempio oltre non potevano andare. Questo muro separava il cortile concesso ai gentili dal cortile degli ebrei e la targa metteva in guardia i gentili di non oltrepassare il muro altrimenti sarebbero stati uccisi. Inoltre il cortile degli ebrei era anch'esso suddiviso da un muro che divideva gli uomini dalle donne. (Ravasi )