Essere presenti là dove si è scomodi con una testimonianza vera

giovedì 2 giugno 2016

confronto in tv.....candidati a Sindaco

Possiamo suonare la campana a morte.
Dopo il finto e ridicolo "dibattito" su Sky, dove il "volemose bene", imperava sovrano.
Era evidente che c'era un differenza di peso tra i cinque candidati. Tra i tre politici navigati e i due civici un pò inesperti ai dibattiti televisivi, hai tempi ristretti della risposta, ai tanti segnali che arrivano dallo staff che distrae continuamente.
La Meloni, Giachetti, e Fassina erano loro agio, Marchini e Raggi un po' meno.

Possiamo ormai dichiarare che il disastro Roma è alle porte.

Escluso Fassina, al quale avrei chiesto, "perché si è candidato a sindaco di Roma" che poco ci azzecca con Roma. Perché si candidata quando sa benissimo che la lista Sinistra per Roma da sola non ha nessuna possibilità di vittoria ? A cosa serve questa farsa di raccogliere voti per andare in un consiglio con uno o due candidati che saranno isolati e non riusciranno a concludere nulla se non vendendo sotto banco il proprio voto.

Meloni..un dramma... è sola...dietro di lei c'è il nulla di Fratelli d Italia, vivremo lo stesso dramma di Alemanno, un uomo, ops volevo dire una donna sola sul ponte senza ciurma, senza ufficiali per guidare la città e i municipi.
La macchina amministrativa subirà un contraccolpo pauroso..la barca Roma sbanderà paurosamente.. "reggeteve forte"... molto forte
L'incongruenza del suo programma che fondamentalmente parla di riduzione delle tasse e aumento della spesa a fronte di debito da stato del terzo mondo... è tutto un programma.

Giachetti-- durante il dibattito ha detto una bugia così grossa da invalidare tutto cio che dice dopo: Noi abbiamo dato un segno di discontinuità.
Ma quale discontinuità.. il PD ha solo cambiato il pedone di turno. Confermando tutto l'apparato di governo di fatto ha confermato la linea politica di Marino, le persone che governeranno nei municipi saranno le stesse e andranno nella stessa direzione in cui sono andate fino adesso. Faranno le stesse identiche cose.
i dirigenti e i funzionari, che sono quelli che veramente governano Roma, resteranno ai loro posti e continueranno nei loro misfatti e incapacità. Con Giachetti nulla cambia di fatto...

Con la Raggi... non voglio essere Maramaldo ... essa rappresenta la morte della politica... la morte di Roma...
Personalmente penso che i grilli non sono più credibili quando dicono continuamente -- noi siamo gli onesti e voi no, voi siete i cattivi e noi no, voi siete ricchi e noi no, noi cambieremo tutti.... prendendo il cittadino che passa sotto le finestre di casa... essi sono la morte di Roma.

Personalmente Marchini mi lascia perplesso-- ma conosco l e persone che vi sono dietro di lui, Non è un uomo solo al comando, quello che convince di lui e gli uomini che hanno fatto un passo indietro nella visibilità .. ma che hanno esperienza di governo, che hanno conoscenza della macchina amministrativa pubblica.. gente che viene da altre esperienze politiche, ma hanno conoscenze, esperienze ed onesta....
Se tre anni fa. c'era un capitano della nave Marchini, e un nostromo Onorato, oggi su quella barca c'è Cozzoli e Barbato che conoscono il consiglio comunale, che hanno dimostrato che Roma vale più di una poltrona spingendo Marino giù da Campidoglio, ci sono politici dello spessore di Ciocchetti e Augello ... dietro c'è un progetto... per me condivisibile...

GiachettiSindaco

Giachetti-- durante il dibattito ha detto una bugia così grossa da invalidare tutto cio che dice dopo: Noi abbiamo dato un segno di discontinuità.
Ma quale discontinuità?
I PD ha solo cambiato il pedone di turno, confermando tutto l'apparato di governo, di fatto ha confermato la linea politica di Marino e di quella prima ancora... infatti qual'è lo slogan di Giachetti ?Roma torna Roma, un slogan che sa di restaurazione.

i dirigenti, i funzionari nei vari dipartimenti,o nei vari punti strategici che di fatto sono quelli che veramente governano Roma, non i politici, resteranno ai loro posti e continueranno nei loro misfatti e nelle loro incapacità.
Le persone che governeranno nei municipi, saranno le stesse, infatti con la riconferma dei Presidenti, non c'è nessuna discontinuità e tutti questi andranno nella stessa direzione in cui sono andati fino adesso.
Gli staff presidenziali saranno ricomposti senza che nulla sia cambiato, Faranno le stesse identiche cose.
Con Giachetti nulla cambia se il Pedone sulla scacchiera Roma, perchè il Re..nzi continuerà a governare da Palazzo Chigi

Meloni sindaca di Roma... speriamo di no

Meloni.Sindaco .un dramma... è sola...dietro di lei c'è il nulla di Fratelli d Italia, 
Con lei, Sindaca di Roma, vivremo lo stesso dramma di Alemanno, un uomo, ops volevo dire una donna sola sul ponte, senza ciurma, senza ufficiali per guidare la città e i municipi.
La macchina amministrativa subirà un contraccolpo pauroso..la barca Roma sbanderà paurosamente.. "reggeteve forte"... molto forte.
La Meloni è un grande arringa popolo.
Quello che vedo e che se non riesce a uscire dalla nicchia in cui si è infilata a causa di una politica escludente e non includente di Fratelli d Italia.
Uno degli errori che si commettono spesso è pensare che un "arringa popolo", qualcuno dal pensiero veloce e dalla lingua facile sia pure un bravo amministratore... purtroppo non è vero.
La Meloni è una da pensiero veloce e dalla lingua sciolta, ma ho miei dubbi che sappia governare Roma, dove bisogna allargare le responsabilità, condividere il potere e la visione di governo...
Una donna sola al comando... naufraga presto.
L'incongruenza del suo programma che fondamentalmente parla di riduzione delle tasse e aumento della spesa a fronte di debito da stato del terzo mondo... è tutto un programma che non c'è.
Ma il dramma maggiore è sul governo dei municipi.. dove la sfida futura è molto ardua.. e il vuoto di persone competenti e capaci.. è enorme.


La candidata a Sindaco di Roma

Con la Raggi... non voglio essere come  Maramaldo ... essa rappresenta la morte della politica... la morte di Roma...
Personalmente non credo che i grillini siano ancora più credibili, in quando dicono continuamente :
noi siamo gli onesti e voi no, voi siete i cattivi e noi no,voi siete ricchi e noi no, noi cambieremo tutti....e voi no.
Possibile che in Italia gli onesti siano solo loro... tutti gli altri sono banditi
Io mi ritengo onesto.. nel mio casellario giudiziario non c'è nessun ombra di condanna.. eppure non sono un 5 stelle.
Non credo nei pifferai magici, che dal palco fanno i sermoni, pistolotti attaccando ora questo ora quello per rimangiarsi il tutto a seconda dei propri interessi. Non credo nei pifferai magici che con il portafoglio pieno, che invita ad accettare la decrescita felice, quello che stiamo vivendo oggi... il dramma della deflazione economica...
Il Grillo la chiamava decrescita felice, ossia impoverire i poveri e arricchire i ricchi.. quello che sta avvenendo.
Migliaia di lavoratori, ma che dico milioni di lavoratori oggi vivono il dramma di vedersi ridurre drasticamente lo stipendio.
E' il processo di deflazione sociale, ridurre il costo del lavoro, riducendo il costo del operaio. 
Questa drammatica operazione che si sta attuando in due direttive:
- riducendo il costo degli stipendi riducendoli o no rinnovandoli
- aumentando il lavoro allo stesso costo.
La Raggi è la pistola puntata .. il cui vero progetto è far fallire Roma..innescando così un processo irreversibile che coinvolgerà tutta Italia.
I poteri forti europei.. stanno pilotando in tutta Europa la deflazione , al fine di ridurre il costo del lavoro ed essere concorrenziali con i paesi forti dell'oriente, Cina e India.
Il processo dell'Europa non è portare ricchezza nei paesi tipo Romania o Ungheria, ma portare i grandi Spagna, Italia e la stessa Francia a livello dei poveri... decrescere...
La Raggi è la persona adatta..forse si ma non per quello che pensiamo noi.
Muoia Sansone con i filistei.... e noi siamo i filistei

mercoledì 1 giugno 2016

E tu splendi, invece, Roma…

Quando ho letto sul manifesto del PD, “E tu splendi, Invece, Roma” mi sono chiesto, cosa volesse dire, quale fosse il suo significato recondito.
Cosa volessero dire gli autori del manifesto. Perché così da sola quella frase non  mi diceva nulla. Come ho già scritto in questo mio blog, questa è una frase cripta dal significato nascosto, specialmente se viene estrapolata dal suo contesto. Al cittadino medio questa frase dice poco, se non nulla.
Sulla pagina web del PD, Orfini, che sembra essere l’ideatore di questo manifesto, spiega il senso della frase, del perché è stata usata e da dove è stata estrapolata, dalle “Pagine Luterane” di Pier Paolo Pasolini. Orfini sul sito web, ci dice che l’idea i questa frase, gli venne leggendo un articolo su un giornale straniero che parlava dell’ incuria e della sporcizia che invadeva le strade romane.
Era il mese di luglio 2015.. era sindaco Marino.

E tu splendi, invece, Roma…

Un peccato di certi pseudo-intellettuali è l’arroganza culturale, cioè “il fatto è che se loro sanno.. tutti devono sapere”. Mi domando quanti sono in Italia che hanno letto : “Lettere Luterane”.
La cultura personale, uno dei pilastri della saggezza, non è fatta di soli libri, ma dalla esperienza di vita giornaliera. Chi può dire che un contadino del Bangladesh, che oggi troviamo comunemente nelle nostre campagne italiane, abbia meno cultura di un distinto impiegato di un ministero della capitale ?  Nessuno.   
Entrambi hanno una cultura, diversa, che nasce dalle loro esperienze di vita, diversa è la conoscenza.

E tu splendi, invece, Roma…



Non potevo restare nell’ignoranza, ossia non conoscere o non capire fino in fondo il senso di questa frase, così sono andato in libreria ed ho comprato Lettere Luterane di Pier Paolo Pasolini.
Inizio a leggere questo saggio pedagogico indirizzato a Gennariello… arrivo a pag. 73… resto fulminato… ecco la frase originale: “E tu splendi, invece, Gennariello”.
Ecco la frase nel suo contesto. Per comprenderla pienamente va letta nel suo contesto. La frase si trova a chiusa di un lungo pensiero. Si trova alla fine di una riflessione molto originale e particolare di Pasolini. Gennariello è un amico immaginario frutto della fantasia a cui lo scrittore si rivolge. Lo descrive bello come il sole, intelligente, furbetto … napoletano.
Nel brano in oggetto lo scrittore pone la questione dei giovani dei suoi tempi, parliamo del 1975, ma che si può adattare benissimo ai giovani di oggi… 41 anni dopo.

Lo scrittore dice che i giovani hanno una capacità di rendersi brutti pur essendo per natura belli. Egli afferma che i giovani hanno dentro di sé una forma di volontà di morire, non c’è in loro il gusto della vita. Molti giovani sono in vita grazie alla medicina moderna, molti giovani erano destinati alla morte ma la medicina lì ha strappati alla morte, lì ha tenuti in vita ma dentro di loro c’è la volontà di morire; non c’è il gusto della vita, del bello, della dolcezza, della tenerezza… c’è la rabbia di essere vivi e la ricerca della morte.


Quindi attraverso il conformismo, l’obbedienza cieca e la mancanza di ideali da vivere in pienezza, il gusto del brutto e dell’horror … vivono come ”strappati alla morte”.
In questo “non vivere” i giovani si rendono brutti, indecenti. La creazione in realtà li ha fatti belli, eleganti, graziosi, dolci, invece di curare la bellezza, essi però fanno tutto il contrario curano la bruttezza,  la disarmonia.
Così mentre molti si rabbuiano, si spengono, si imbruttiscono..  “E tu splendi, invece, Gennariello”
.
E tu splendi, invece, Roma…

Ma questo che c’entra con Roma ?
C’entra, e come se c’entra.
Roma è bella, è maestosa, è elegante, è viva, è imperiale.. ma qualcuno fa di tutto per renderla cupa, buia e zozza.
Come si fa in una città dove la voglia di vivere è più forte della morte a costruire interi quartieri decadenti, grigi, privi di piazze, di centri di aggregazioni, di centri sportivi, di teatri,  privi di vita sociale, di armonia e di amore ?
Quanto sono lontane le piazze barocche e rinascimentali o d’inizio ‘900 dai quartieri senza piazza dai grigi palazzoni, la periferia di Corviale,  Tor Bella Monaca, il Quartaccio…
Negli ultimi 20/30 anni, frutto della visione urbanistica di sinistra, sono stati creati quartieri decadenti, dove vivono gli strappati alla morte. Quartieri sempre più bui, senza quella luce di chi ha voglia di vivere.  
L’urbanistica di sinistra è grigia, senza colore, senza armonia, essa tratta l’uomo alla pari delle formiche. Uomini, donne e bambini ammassati in formicai, senza prospettive. La moderna urbanistica di sinistra ha prodotto anonimi quartieri dormitori, senza la piazza luogo privilegiato dell’incontro, del confronto, dello scambio delle idee.
Quanto sono magnifiche le nostre città italiane medioevali dove al centro c’era la piazza.
Senza più piazza l’uomo si imbruttisce nella piazza virtuale del web, perdendo il contatto umano, dove il dialogo e fatto di slogan.
Negli ultimi 30 anni, c’è stato un accanimento nello svuotare il centro città, per renderlo un luogo di passaggio. Togliere l’umanità, togliere la presenza umana alla città, vuol dire togliere l’anima ad una città, ed è quello che si vuol fare a Roma: togliergli l’anima.
L’ultima opera di imbruttimento fatto a Roma, spacciata per abbellimento turistico è stato la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Quello che era un piccolo capolavoro urbanistico, la via che va da Piazza Venezia al Colosseo, una via di fuga del traffico veicolare che lasciava intatti e protetti i Quartiere Monti, Viminale, Colle Oppio. Facendo divenire pedonale Via dei Fori Imperiale, il traffico veicolare è stato indirizzato all’interno dei borghi complicando così la vita quotidiana, andando ad intaccare le strade del popolo minuto.
Da decenni, gli urbanisti di sinistra, avevano come idea fissa l’eliminazione fisica di via dei Fori Imperiali perché essa rappresentava la via dell’impero mussoliniano o la strada delle parate militari, poco importava il suo ruolo nella vita quotidiana degli abitanti dei vari borghi coinvolti.

Tu splendi, invece, Roma..

Non ti hanno rabbuiato i barbari, i lanzichenecchi, gli stranieri delle corti papali, i piemontesi, i 20 anni del fascio, non ci riusciranno neanche i comunisti. ..  Tu splendi, invece, Roma
                     




domenica 29 maggio 2016

Ballottaggio ..pronto piano B

Si avvicinano le elezioni.. si preparano i piani B.
Al ballottaggio... c'è un unica certezza.. ops volevo dire incertezza...chi saranno quelli che andranno al ballottaggio ?
Sinistra Romana, Rienzi, Adinolfi, Mustillo sono decisamente fuori dai giochi... 
Ho sentito uno dire Adinolfi chi?
Un altro ha detto Rienzi chi?
Uno invece, ha detto ad un amico sottovoce, ma l'ho sentito bene, chi è Mustillo?
Sono tre candidati a Sindaco di Roma,,, voti totali ? Boh,. ma molti pochi.
Comunque al ballottaggio dovrebbero andare il PD o il M5S o il Marchini o la Meloni... c'è una totale incertezza...
Ma intanto qualcuno prepara il piano B...


Partono telefonate, incontro casuali, si chiede dell'amico.. tutta una strategia .. per il piano B
Questo perche c'è una generazione di politici, perdenti per natura.

Sono perdenti, già sanno che hanno perso lo stesso giorno che hanno cominciato a fare campagna elettorale.. hanno la presunzione dei perdenti.
Paradossalmente anche quando vincono sono perdenti. Governano da perdenti.

Sono quella generazione di politici tra i 55-65 anni spuntati fuori dopo mani puliti di Di Pietro e compagni
Sono i politici saltarelli, saltano da un carro ad un altro.. purchè quel carro sia vincente.. ma molte volte non essendo veri politici saltano su carri perdenti...
Quando vincono, non vincono per meriti loro, vincono per i meriti di qualcun altro,.. dei pochi politici in italiani che riescono a vivere di luce propria.
Se ad alcuno di questi politici "perdenti saltarelli,"  domandate un programma di governo.. vi risponderanno con i titoli dei giornali degli ultimi giorni..

I grandi politici, che nascevano dal confronto-scontro, dal dialogo politico e sociale delle forze sono spariti.
Non leggi più i grandi editoriali sui giornali dei partiti, dove i segretari o le figure preminenti tracciavano le linee guida agli iscritti. Oggi è un tutto è  solo parlare e si sa che "verba volant"

Ed ecco la crisi politica, ed ecco il vuoto della politica.
 Sono gli squali, 
                    gli avvolti, 
                            i lupi 
                                 ad ottenere risultati temporanei a scapito di altri.
 Tutti corrono a stringere mani .... dicendo nulla intanto "verba volant"

Questi politici moderni, questi saltarelli della carro politico, sono gli stessi che nel 44 ac pugnalarono Giulio Cesare. Dietro le quinte della politica, ecco Cassio e Bruto, Publio Servilio Casca, Tillio con gli altri 20 saltare su altri carri nella politica moderna in barba 
             agli ideali, 
                  ai principi, 
                      alla morale 
                          all'impegno preso con gli elettori.

Non ci resta che sperare che questa generazioni di politici saltarelli finisca presto e si passi ad una politica del confronto, del dialoghi dei programmi.

Il  ballottaggio di avvicina e molti "saltarelli" sono già con un piede sul 
predellino per saltare su un altro carro.


lunedì 16 maggio 2016

Credo in Dio ..ma non ho fede

Credo in Dio.. ma non ho fede.
Credo che Dio esista ma non riesco a credere nella chiesa o nei preti.
Credo che Dio esiste.. ma a modo mio.
Credo che ci sia qualcuno lassù al di là.

Sono alcune frasi che mi dicono, molti amici o conoscenti quando parlo di fede, quando parlo di Gesù.
È difficile dare risposte a queste domande, anzi a volte è quasi impossibile, come quando mi dicono: beato te che hai fede, vorrei avere la fede che hai tu.
Già, come se  avere fede fosse chissà cosa, e la  mia fosse una cosa  particolare.

Per me, avere la fede o non averla è tutto nel verbo essere messo prima o dopo la parola IO.
Quando suoniamo al citofono di una casa, una voce ci domanda: Chi è?
Noi rispondiamo : Sono Io.
La voce dice: Chi io?
E noi: e dai so io…apri
Rispondiamo così perché sappiamo che la persona che ci risponde al citofono ci conosce
Ma se suoniamo al citofono di qualcuno che non ci conosce alla voce che ci dice: Chi è?
Noi rispondiamo: IO SONO… Tizio e Caio

Una sera, Gesù aspettava sulla riva del lago di Tiberiade, gli apostoli che dovevano raggiungerlo in barca attraverso il lago. C’era vento contrario e gli apostoli faticavano ad arrivare alla riva.
Gesù  vedendoli faticare ebbe tenerezza per loro, così gli venne un idea andargli incontro, ma non c’era barca disponibile, neppure una strada,  allora cominciò a camminare sulle acque e si reco verso di loro.
Quando gli apostoli lo videro, ebbero paura e si dissero gridando l’un altro: è un fantasma.
Ma Gesù disse loro: SONO IO.. non temete.

Nella notte in cui Giuda lo tradì con un bacio nel orto del Getsemani, alle guardie che non lo conoscevano e domandarono: Chi Gesù il Nazareno?  Gesù si fece avanti è Disse: Io sono.
Quando Mosè, parlando con Dio nel Roveto Ardente gli chiese: Qual è il tuo nome.
Dio disse: IO Sono .
La differenza tra il credere e l’avere fede è: io sono .. sono io.
La differenza è tra il conoscere Dio e non conoscere Dio.
La conoscenze porta all’ intimità… alla confidenza,… alla fede.

Oggi Dio è sempre più estraneo, uno sconosciuto, per alcuni è addirittura morto.
Oggi molti volti rinnegano Dio, senza averlo conosciuto, rinnegano Gesù Cristo senza sapere chi fosse veramente.
Hanno conosciuti i suoi fratelli, servitori, i veri o falsi amici ..senza aver conosciuto Gesù Cristo è il suo amore.
Dice infatti l’apostolo Paolo :Lo Spirito dice apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede,.. purtroppo non sono alcuni ma molti.

Molti aderiscono ad altre religioni per appagare il loro desiderio di credere, di avere un Dio da venerare, da servire, da onorare, da conoscere.
Il loro unico torto di non avere avuto il coraggio di conoscere fino in fondo il Dio a cui stavano volgendo le spalle. Anzi molti si sentono come liberati da un peso, aderire ad un'altra chiesa o religione, come se avessero un fardello pesante sulle spalle insopportabile e pesante… la religione imposta dai padri.

Diventa sempre più difficile credere in un Dio, la cui  presentazione, il modo come ci viene presenta,  cozza con i principi di libertà e licenziosità di questi nostri giorni. Riesce difficile ad accettare il Dio dei comandamenti, delle regole, delle cose obbligate, del dovere eccessivo … che qualcuno definisce antiche e antiquate.. mentre la società moderna avanza verso la completa libertà individuali e sociali.
È  fuori moda un Dio che mette dei paletti.
Ormai la nostra società ha distrutto molti dei suoi tabù.  Molti sono ormai  fortemente incrinati, sono lì, lì  per crollare.
In nome della modernità e della civiltà, dell’emancipazione umana tutto è lecito, tutto si può fare.

Ogni tabù abbattuto, per molti è un passo verso un paese moderno e civile.
È ormai diffuso il falso concetto che la civiltà passa per una estrema libertà individuale, verso una estrema licenziosità dei costumi.
Per molti il credere in Dio, cozza con l’idea di libertà, eppure Gesù ci ha detto: io sono la via, la verità  e la vita… la verità vi renderà liberi.
Credere in un Dio che mette limiti alla nostra libertà individuale è difficile da credere, ma, Dio non mette limiti alla nostra libertà, anzi Lui ci libera.
 
La libertà viene dalla conoscenza,  dalla conoscenza di Dio.

Dio non è lontano da ognuno di noi, esso ha l’ansia di farsi conoscere, egli infatti si lascia trovare da quanti lo cercano con cuore sincero.

Questo è il momento della ricerca o del farsi trovare: Ecco: sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me.  (AP 3,20)

Già da adesso potrebbe essere alla porta del tuo cuore è bussare, per entrare e diventare intimo con te, diventate tuo amico..  tocca a te… aprire.


Oggi il : Io sono Gesù Cristo… potrebbe divenire :  sono io Gesù ..apri…