Passano gli anni
Ognuno di noi ha percorso la sua strada
fratelli?
Parola tremante
nella notte
Foglia appena nata
Nell'aria spasimante
involontaria rivolta
dell'uomo presente alla sua
fragilità
Fratelli
Passano gli anni

Così in una seconda visita ecco
che mi colpisce questo affrescò semi nascosto almeno parzialmente coperto da un
confessionale. Chi sono quei personaggi?
Non mi viene in mente nessun
riferimento biblico.
Forse l’arcangelo Raffaele e Tobia,
ma non mi sembra.
Non mi resta che fare una ricerca
in rete.
Ed ecco che in un sito dedicato
alla chiesa di San Pancrazio leggo una didascalia: affresco di San Giuliano
che uccide i suoceri
Non mi resta che cercare la storia
di San Giuliano.
San Giuliano l’ ospitaliere è nato
nelle Fiandre dove di preciso non si sa, forse a Ath in Belgio.
È un uomo dal carattere difficile
violento, è collerico, irascibile.
Un giorno mentre lui è a caccia e
sta inseguendo un cervo questi si ferma egli dice: Tu non sei degno di darmi la
caccia perché tu ucciderai i tuoi genitori
(Ops San Giuliano che uccide i
suoceri ma i genitori.. la didascalia è errata)
Preso dallo sconforto, dal senso di colpa, schiacciato dal peccato Giuliano comprende che è il suo pessimo carattere il responsabile di questo gesto cruente e decide di cambiare vita e di espiare la propria colpa nel dedicarsi al prossimo.
Decide di lasciare la casa, l’agiatezza,
le sicurezze materiali edi andare per il mondo in espiazione del suo peccato.
La moglie, non lo lascia solo
decide di seguirlo anche se lui non vuole, lei lo seguirà e sarà un cammino insieme di espiazione
Insieme si avventurano per il mondo e girano da una città all'altra cercando di
fare il bene, di preoccuparsi dei poveri, di alleviare le sofferenze dei malati
finché un giorno non arrivano sul fiume Potenza che scorre nelle Marche nei
pressi di Macerata. Qui Giuliano trova lavoro come traghettatore e qui in
questo lavoro duro faticoso senso orario a volte in condizioni ambientali
climatiche difficili trova la sua pace interiore.
Un giorno arriva sulla sponda del
fiume un lebbroso che chiede di essere traghettato sull'altra sponda sì sa che
in quell'epoca il lebbrosi erano
scansati, erano messi ai margini anzi erano obbligati ad avere di campanacci
per annunciare il loro arrivo e così la gente poteva tranquillamente scansarli
ma Giuliano, non ci pensa due volte fa salire a bordo della barca il lebbroso
per trasportarlo sull'altra sponda, ma giunto a meta del fiume il lebbroso cade
in acqua, a questo punto Giuliano non ci pensa due volte e si getta a nuoto per
salvare il povero lebbroso.
Giunti arriva sani e salvi
Giuliano si accorgi che lebbroso non e altro che Gesù che si era camuffato per
metterlo alla prova e donarli il suo perdono, in un'altra versione e invece un
angelo ad apparigli e annunciargli il perdono da padre di Dio.
Dopo aver parlato con il cervo
Giuliano capisce che il suo carattere è pericoloso e che lui potrebbe fare del
male anche alle persone che ama.
La sua soluzione è allontanare chi
ama e quindi fuggire lontano.
Giuliano non vuole fare del male a
nessuno ma sa che quel suo carattere lo porta a volte ad essere pericoloso per
chi gli sta vicino e allora per evitare un disastro fugge.
Ma quello che succede sembra dirci
che il destino è inevitabile non si può cambiare quello che deve accadere
accadrà, questo essere fatalisti
Giuliano non è fatalista, lui
cerca di cambiare il suo destino ma.. lo
può cambiare solo cambiando il suo cuore, il suo carattere, la sua persona
e questo lo capirà solo dopo il suo
gesto, dopo il suo omicidio, dopo il suo duplice omicidio.
Lo capirà quando il suo gesto
violento gli toglie l'affetto dei suoi genitori.
Il nostro destino può essere
inevitabile solo se noi chiudiamo gli occhi sul nostro peccato come fu per Giuliano non accetta il suo peccato, che non
vuole cambiare e pensa che allontanandosi dagli affetti possa cambiare il suo
destino.
il nostro Giuliano pensa solo che la
soluzione del suo problema quello di allontanare il suo destino cruento sia scappando,
allontanando il problema, ma non ha funzionato,
doveva cambiare lui.
ma la cosa più triste e che molti
si nascondono dietro a fantomatiche ferite per non fare un cammino di
conversione, perché sono in attesa di guarigioni che non avverranno mai perché
non hanno bisogno di essere guariti ma solo di iniziare a combattere il peccato
presente nella loro vita
Dobbiamo piangere non per le
nostre ferite del cuore ma per i nostri peccati che sono l'unica cosa che ci allontanano
da Dio e… non c'è peccato non confessato che ci allontani da Dio perché Lui è pronto a perdonare ogni nostro
peccato.
Giuliano è un peccatore terribile
All'inizio c'era il nulla..
Tutti dicono così, religiosi, laici e
scienziati, però, poi tutti ammettono che qualcosa c’era, ma non si trovano
d’accordo a dire cosa c’era..
Comunque ci fu il Big-Bang..
Allora Dio disse: “Cavolo? Chi ha acceso la
luce” e fu luce... ma Dio aveva ancora sonno, così abbasso le tapparelle e
separò la luce (che stava fuori) dalle tenebre della stanza e torno a dormire.
Dio si affacciò alla finestra e vide il disordine creato dal Big Bang e disse : “oh che macello ma chi è stato? Bisogna mettere un po’ d’ordine.” Così comincio a mettere un po’ d'ordine là fuori. Inizio a dividere tutto quel marasma in costellazioni e le distribuì per benino in tutto l’universo in modo che fossero ben lontane tra loro e non potessero rimescolarsi in futuro.
Prese un po’ questa di materia spaziale
(pianeti, stelle, comete e un di polvere cosmica e quanto altro) e la lancio
lontano, poi ne prese un altro po’ e la lancio un po’ più qua e poi di là, e
una qui, un’altra lì; così distribuì le costellazione nell’universo, ma il
lavoro gli sembrò troppo grossolano così divise le costellazioni in galassie.
Fu un lavoro infinito, perché l’universo è
infinito, però ad un certo punto ha finito di mettere a posto le costellazioni
e le galassie. Allora qualcuno in passato obietto dicendo: “se ha un certo
punto Dio ha finito è perché l’universo è finito, perché da qualche parte
finisce, ma allora se finisce non è infinito, e Dio non ha fatto un lavoro
infinito, ma uno finito, da dove ha finito oppure dove è finito, non Dio, ma
l’universo dove è finito? Forse nell’infinito, ma come può finire nell’infinito
ciò che è finito, certo il finito entra nell’infinito, come il quattro centra
nell’otto, ma quante volte il quattro entra nell’infinito, un infinita di volte.
Allora anche il finito entra nell’infinito? Un infinita di volte così il finito diventa
infinito… forse!
Passiamo al giorno dopo.
Certo se un giorno di Dio e come mille anni
dell’uomo, diciamo che dopo mille anni di fatica nel distribuire costellazioni
e galassie nell’infinito universo Dio si concesse una notte di riposo.
3° giorno…
Dio si sveglio di buon mattino e osservo il lavoro del giorno prima.
Certo vedere le galassie così sparse nell’universo senza un senso logico non gli piacque molto la cosa.
Si grattò la lunga barba e per un attimo penso: “quasi, quasi mi faccio la barba”; poi riguardo le galassie distribuite nello sterminato firmamento, ci ripenso e si disse: “diamo un senso a queste galassie, che così ammucchiate non si possono vedere”.
Così prese delle stelle e ne c’erano di diverse grandezze, grandi che le chiamano “stelle giganti” e poi quelle medie, le piccole, e le piccolissime che le chiamano nane (che poi al nostro confronto sono sempre giganti) e poi vi erano di varie colori c’erano stelle bianche, rosse, arancioni e anche azzurre ed alcune stelle e vi mise dei pianeti a girargli intorno.
Anche di questi, sparsi qua e là nelle varie galassie c’erano un gran varietà, di tutte le misure e di tutti i tipi, non sto neanche a descriverli altrimenti ci metterei un giorno di Dio, ossia tra mille anni sto ancora qui ad elencarmi i vari tipi di pianeti.
Quindi come dicevo prese delle stelle e vi mise i pianeti a girargli intorno, altre invece le lascio da sole, poi prese le comete e le buttò così per caso a girare per le galassie.
Poi qui e là ha fatto dei buchi, che gli scienziati chiamano “neri” perché non si vedono.
Ma se non si vedono? Però loro dicono che ci sono.
Questa dei buchi neri, perché Dio lo abbia fatto non l’ho capito.. comunque andiamo avanti
Quando ebbe sistemato tutto l’universo, le galassie erano tutte sistemate nella loro diversità, all’interno aveva messo a posto tutte le stelle e pianeti, le comete giravano liberamente e con esse anche le meteoriti, fatti un bel po’ di buchi neri si fermò a guardare quello che aveva fatto e la cosa gli piacque e si disse: Però!!
Mentre contemplava il tutto si disse: “Ho ancora un po’ di luce prima che faccia notte, e diede il nome alle varie costellazione perché non voleva confonderle l giorno dopo e poi passo alle galassie perché guardate che sono molte.
Si dice che siano circa 100 miliardi.. avete capito bene centomiliardi di galassie.. e non voleva confondersi il giorno dopo.
Proprio così.
Voleva riconoscerle una per una senza fare confusione.
Finalmente arriva a dare un nome a tutte, l’ultima la chiamo Via Lattea. Poi vide che aveva ancora qualche minuti a disposizione (si fa per dire minuto in realtà era un paio di decenni) e disse: qui voglio fare qualcosa di più… bello.
Prese una stella, ne grande ne piccola di color giallo, raccolse una dozzina di pianeti che erano sparsi nella galassia senza un ordine preciso e li mise a girare intorno a questa stella che chiamo Sole.
Poi prese dell’altro materiale cosmico e creo i satelliti e li mise a girare intorno ai vari pianeti. Erano tutti pianeti diversi.
Sul loro numero non so essere preciso, perché qualcuno dice che sono otto, qualcun altro dice che sono nove, qualcuno dice che sono dodici.. qui c’è ancora dell’incertezza..
Si era fatto tardi e buio; sinceramente neanche Dio ricorda quanti ne mise a girare intorno al sole.. e così termino un altro giorno.
Dio diede un’occhiata a cosa c’era fuori e vide il firmamento pieno di stelle e disse: che bello
4°giorno o forse quello prima …
comunque Dio si alzò di buon mattino e decise di rivedere l’opera che aveva creato. Lui è quello che disse: “beato gli ultimi perché saranno i primi”, proprio perché decise di ricominciare da dove si era fermato la sera prima.
Eccomi
Sono un guerriero
Pronto a combattere una dura battaglia
Vivo una guerra giornaliera contro nemici mortali
Lo dico a voi mei avversari tenaci
Tristezza … non avrai mai la mia anima
Infelicità … io non so chi tu sia
Lagna… non mi conoscerai mai
Lamentela … Ti lascio a chi vive nel grigiore
Depressione… ti ho già sconfitto come sei apparsa in lontananza
Melanconia… ti ho scacciato da casa mia
Struggimento.. Ti ho vinto perché ogni luogo e casa mia
Amarezza… cosa è? Chi è? Il mio bicchiere è sempre pieno di dolcezza da bere con gli amici.
Eccomi sono un guerriero
Un guerriero terribile
E porto con me alleati potenti
La gioia
di vivere ogni attimo
L’allegria
del cuore leggero
La vitalità
della mia disabilità
La vivacità
della mia mente
Le risate
delle mie cadute imprevedibili
L' ironia
verso i fatti comuni
L’amore
per tutti voi
Venite a combattere con me amici miei
Venite a combattere contro questi nemici comuni
Vi aspetto