Essere presenti là dove si è scomodi con una testimonianza vera

lunedì 13 giugno 2016

scelte scomode impopolari ..per un PARTITO POPOLARE

Mi ha lascito stupito e mi ha suscitati innumerevoli riflessioni, leggere la parte conclusiva del discorso che Don Sturzo tenne nel gennaio del 1919, nella città di Agrigento, discorso che tennne in occasione della fondazione del Partito Polare. Rileggerlo oggi a 98 anni di distanza fa una certa impressione.
Sembra un discorso, che un politico dell'opposizione moderna, potrebbe tranquillamente fare oggi in una delle due camere del parlamento.
Nella parte finale del suo discorso quale sono tre i punti sul quale si sofferma:
Fare le riforme
Combattere i pericoli sociali
A chi  è rivolto l’invito ad aderire
Partiamo dal primo punto quale sono le riforme che Don Sturzo sollecita ?
Sembrano, o per lo meno sono molto vicine, alle stesse che molti chiedono oggi a gran voce  al nostro primo ministro, vediamo quale erano quelli richieste da Don Sturzo:

Previdenza e assistenza sociale
I tagli  al Welfare sociale, non sono più accettabili. Le riforme  dell’ assistenza sociale non è mirata  a dare benefici ai cittadini.  Anzi la malattia, la disabilità, la vecchiaia non sono più stati dell’uomo di cui lo stato deve farsi carico, no, essi sono visti come una spesa, una spesa da ridurre ogni giorno di più. Tempo fa partecipai ad un convegno in cui  i medici, gli operatori sanitari consideravano i malati come una spesa, che le migliorie da fare erano  finalizzate non al sollievo della malattia, ma al risparmio della spesa.
Come consideriamo la notizia apparsa sui giornali  oggi 10 giugno 2016,  che undici milioni di cittadini italiani non usufruiscono dell’assistenza sanitaria?
Bisogno rivedere il Welfare, le sue regole e le sue finalità.
Legislazione del lavoro
 Parafrasando  Cyrano di Bergerac: “a iosa se ne potrebbero di cose sul  lavoro”.  Le riforme sul mondo del lavoro, sono di fatto passi indietro da giganti  in merito alle conquiste fatte dai sindacati. I lavoratori sono ormai giornalmente umiliati dalla sempre più mancanza di regole. Le riforme che a parole sembrano rinnovare il mondo del lavoro, di fatto generano sempre più incertezza e sempre meno la certezza del lavoro.   Quello che fu un capolavoro legislativo,  quella legge chiamata “Statuto de lavoratori”, oggi giorno  molte sue parti  vengono cassate, cancellate, non c’è più la certezza del lavoro. Chi perde il lavoro dopo i 50 anni rischia di non lavorare più per il resto della sua vita. Abbiamo una riforma del lavoro che andrebbe da subito riformata.
Tutela della proprietà privata.
Oggi, in molti sentono il pericolo che la propria proprietà privata possa essere violata senza più la tutela della legge. Molti  temono che chiunque, possa entrare nella nostra casa e prenderne possesso, in barba alla legge. Eppure La costituzione all’art 14 dice: Il domicilio è inviolabile.
Questo diritto costituzionale oggi,  sembra essere messo in discussione. Non siamo più sicuri nelle case, il bene primario di uomo, di un donna  o di una famiglia oggi è un bene sequestrabile ed espropriabile. Oggi  la gente comune e povera può essere cacciata dalla propria casa e finire di dormire in strada. La casa deve essere un bene intoccabile.


Nel suo discorso don Sturzo, sollecita alcune questioni del quale il governo dovrebbe farsi carico, per il bene del popolo, quello più indifeso, il proletariato e contadino.
Essi sono :
  -aumento della produzione
              - regolare le tasse
                      -riforma tributaria
                            -sviluppo dei commerci
                     -sviluppare il sud
                                       -riforma scolastica
                                -lotta all'analfabetismo

Aumento delle produzione,
vuol dire produrre posti di lavoro, garantire lavoro, creare ricchezza e benessere.
Oggi le politiche del lavoro sono disastrose. Le fabbriche, l’aziende agricole, l’artigianato sono in grande difficoltà.
Ogni giorno chiudono attività lavorative, con perdita di posti di lavoro, con il conseguente aumento della disoccupazione.
C’è bisogno di politiche del lavoro, difendere il lavoro italiano, chiudere alle multinazionali che soffocano le nostre aziende, eliminare la delocazione delle aziende in paese da terzo mondo. Facilitare lo sviluppo del lavoro detassando ed abbattere la burocrazia che soffoca il mondo degli imprenditori-

Regolare le tasse,
non tutti i cittadini pagano ugualmente e parimenti  le tasse. Ci sono cittadini più vessati di altri, bisogna  equilibrare il pagamento  delle tasse tra i cittadini, tra le varie classi sociali, tra nord e sud ecc ecc  tale operazione andrebbe di paro passo con la riforma dei tributi. Trasparenza dei pagamenti, decentrare gli uffici delle entrate per portarli più vicini ai cittadini.
Uffici che non vessano, ma aiutano i cittadini, nel comprendere i procedimenti e le tasse dovute.
Uffici che sanno essere dalla parte dei cittadini controllando semestralmente le procedure di pagamento, impedendo che alcuni arrivino al suicido, come ultima risorsa davanti ad un fisco vessatorio.
Snellire i procedimenti d’istruttoria, portare uffici più vicino ai cittadini, trasparenza amministrativi, continuità di responsabilità del procedimento.

Sviluppo dei commerci,
oggi può essere inteso come la protezione del “Made in Italy” facilitare l’esportazione, ricercare nuovi mercati, proteggere il mercato interno dai prodotti scadenti e buon mercato che fanno concorrenza sleale.

Sviluppare il sud,
ancora oggi c’è da rivolvere la questione del Mezzogiorno carente di infrastrutture. Inutile dire che nel 2016 la carenza di infrastrutture crea danni incalcolabili alle poche industrie e all’agricoltura. Le autostrade non sono all’altezza dell’Europa, per non parlare della rete ferroviaria. Mancano industrie e l’agricoltura è ancora arretrata

Riforma scolastica.
ogni due o tre anni si mette mano alla riforma scolastica, che sembra più illuminata dal risparmio sul personale che non dare una giusta formazione ai ragazzi. Le scuole, le università sono in condizioni vergognose…

Lotta all'analfabetismo,
paradossalmente questo può sembrare l’unico argomento che non sia più attuale, invece oggi viviamo un ignoranza di secondo livello, che si sa leggere, scrivere e far di conto, senza capire quello che si legge senza conoscere le cose.
Abbiamo imparato ai nostri ragazzi a leggere, a saper firmare e fare due conti,, ma non abbiamo insegnato loro a far diventare un tesoro la LORO CULTURA.

 LA seconda parte forte del suo discorso Don Sturzo, invita a combattere  contro dei pericoli sociali, pericoli che potevano modificare se non distruggere il tessuto sociale italiano.
Quei pericoli, leggermente modificati nel forma ma che non né cambiano il senso o l’essenza, da anni stanno modificando la nostra cultura e tessuto sociale  sono:
-imperialismi culturali
-anarchia politica
- i governi socialisti materiali
-capitalismo e liberalismo sfrenato
-centralizzazione dello stato

-imperialismi culturali
Ormai siamo stati conquistati dalla cultura americana.
Ormai la nostra società è la brutta copia di quella americana.
Le nostre tradizioni, la nostra cultura, il nostro modo di essere italiani trovano sempre più difficoltà ad esprimersi.
La cultura americana ci ha conquistato, e sta giorno dopo giorno spazzando via la nostra,
Nell’arti: musica, cinema, letteratura siamo sempre americanizzati.
Un esempio su tutti e la festa di Halloween,  che ormai impazza nel mese di novembre, nulla a che fare con la nostra cultura eppure ormai sembra che non si possa più a meno di tale festa.
Ormai si mangia all’americana, si lavora all’americana, si studia all’americana, si parla sempre in americano ..l’America è il punto di riferimento

Anarchia politica
Non siamo anarchici, ma viviamo una politica anarchica, basata sull’individualismo.
Ad ogni elezione vediamo nascere decine di partiti che scompaiono subito dopo l’insuccesso  elettorale, partiti che si basano sul desiderio del successo personale del leader, senza un idea politica.
Ma anche la grande politica parlamentare soffre di questa divisione perpetua, sono decine i politici che escono dai partiti per dare vita a gruppi misti dove ognuno vive della propria autonomia politica, vendendo il suo voto di volta in volta. Forse siamo davanti  ad cambiamento storico della politica, forse i partiti sono morenti e siamo di fronte ad un politica individuale di presenza sul territorio?

I governi socialisti materialisti.
Molti governi che si dicono socialisti, ormai hanno perso il loro spirito socialista, sono ormai governi atei che fanno del materialismo la loro ideologia di base, dove l’uomo è di fatto un oggetto sul comò.

Capitalismo e liberalismo sfrenato
Ormai il capitalismo sfrenato domina tutto il mondo, tranne alcune aree  isolate.
In tutto il mondo il capitalismo regna sovrano con le sue regole adattate ai vari stati. Possiamo affermare con una certa sicurezza che il capitalismo si è imposto prepotentemente, il prossimo passo sarà la nuova schiavitù del genere umano che passa attraverso il controllo dell’individuo creando nel mondo “un grande fratello, così come ha profetizzato Orwell in 1984, descritto Wenders in “Fino alla fine del Mondo” dove il fuggitivo viene continuamente individuato dalla tecnologia.  Tutti noi oggi siamo sotto controllo, con la carta di credito, badge del lavoro, la carta elettronica raccolta punti,  chip del telefono, telecamere post in ogni angolo della città e così via..
Capitalismo sfrenato che genera ogni giorno nuovi poveri e sempre meno ricchi, si rischia una società infernale dove l’uomo è un numero senza dignità e diritti
.
Centralizzazione dello stato
Decentrare per portare sempre più vicino l’amministrazione è per assurdo il contrario del capitalismo.
    Per il capitalismo è fondamentale ridurre le spese ed aumentare i proffitti,
                            per uno stato capitalista è fondamentale ridurre i costi,
per pagare meno servizi
                                   per ridurre le tasse
                                                    per favorire i ricchi
                          

Rileggere il discorso di Don Sturzo, sembra che nulla sia accaduto in 100 anni,  in questo discorso c'è l'immagine spietata della nostra società, della nostra politica.
A chi si rivolge don Don Sturzo, verso chi è questo appello, drammaticamente moderno fatto agli uomini che:
                                  sono moralmente liberi
Uomini e donne che non sono condizionati da ideologie  di destra o sinistra, ma che hanno la capacità e la libertà di intraprendere un nuovo cammino per la ricerca di una società
                           sono amanti della patria
                                         Non amanti della patria nel vecchio concetto nazionalistico dove il principio base era la supremazia razziale. Amanti di quella Italia che circoscritta da confini invisibile all’interno dell’Europa, amanti della terra, dell’ambiente, della cultura, della storia gloriosa scritta da quelli che hanno vissuto in questa terra prima di noi. Amare la patria per la sua essenza geografica e storica.
                    hanno il giusto senso dei diritti e degli interessi nazionali e popolari
                              Uomini e donne che vogliono uno stato, dove i diritti  e doveri sia rispettati e largamente condivisi da tutti . Che in ogni condizioni essi si trovano, devono pensare agli interessi dello stato sovrano e del popolo che è e resta anch’esso sovrano.
Uomini  e donne  che credono nella democrazia, nella libertà personale  e che sono disposti a lottare e morire per esse.
              hanno un sano internazionalismo e concetto di Europa
Uomini e donne che comprendono che non è più tempo di stare chiusi all’interno dei confini di stato, ma che bisogna abbattere le frontiere  per creare ponti di pace, che la vocazione dell’Italia è l’Europa unita.
Un’ Europa  dove ogni stato ha pari dignità , un’ Europa dei popoli  con il libero transito e libero commercio,
Un’ Europa  delle culture diverse ma unite in unico ideale: la pace
     Apprezzano e rispettano le virtù morali del nostro popolo.
L’Italia è un popolo che di fatto è un insieme di popoli con culture diverse, ma ogni parte ha rappresentato l’Italia nel mondo. L’Italia è un popolo di poeti, pittori, navigatori, scienziati, di filosofi, santi ed esploratori.
Dobbiamo amare le virtù morali del nostro popolo, quello che siamo e quale contributo abbiamo dato all’intera umanità

Don Sturzo concluse il suo discorso dicendo uniamoci per un PARTITO POPOLARE ..dove al centro c'è UOMO con le sue esigenze, le sue necessità.
Oggi c’è necessità di rilanciare questo appello: Ricreare un nuovo partito popolare di centro.
Ritornare ad un programma di popolo, quel popolo che la politica di oggi sembra aver dimenticato, dove l’economia lo considera una serie di numeri e solo massa che deve consumare la produzione,
Un Partito il cui programma costituzionale sia rivolto al popolo e non alle minoranze ricche e agiate.
Un programma che abbia come fondamenti:
il diritto alla casa
il lavoro per tutti e per tutti equamente pagato
pensioni oneste
sanità per tutti e per tutti accessibile
tasse eque secondo il reddito prodotto
libero accesso alla scuola, in una scuola moderna ed efficiente.

È il momento di fare delle scelte SCOMODE E IMPOPOLARI
e di distinguersi in un PARTITO POPOLARE



giovedì 2 giugno 2016

confronto in tv.....candidati a Sindaco

Possiamo suonare la campana a morte.
Dopo il finto e ridicolo "dibattito" su Sky, dove il "volemose bene", imperava sovrano.
Era evidente che c'era un differenza di peso tra i cinque candidati. Tra i tre politici navigati e i due civici un pò inesperti ai dibattiti televisivi, hai tempi ristretti della risposta, ai tanti segnali che arrivano dallo staff che distrae continuamente.
La Meloni, Giachetti, e Fassina erano loro agio, Marchini e Raggi un po' meno.

Possiamo ormai dichiarare che il disastro Roma è alle porte.

Escluso Fassina, al quale avrei chiesto, "perché si è candidato a sindaco di Roma" che poco ci azzecca con Roma. Perché si candidata quando sa benissimo che la lista Sinistra per Roma da sola non ha nessuna possibilità di vittoria ? A cosa serve questa farsa di raccogliere voti per andare in un consiglio con uno o due candidati che saranno isolati e non riusciranno a concludere nulla se non vendendo sotto banco il proprio voto.

Meloni..un dramma... è sola...dietro di lei c'è il nulla di Fratelli d Italia, vivremo lo stesso dramma di Alemanno, un uomo, ops volevo dire una donna sola sul ponte senza ciurma, senza ufficiali per guidare la città e i municipi.
La macchina amministrativa subirà un contraccolpo pauroso..la barca Roma sbanderà paurosamente.. "reggeteve forte"... molto forte
L'incongruenza del suo programma che fondamentalmente parla di riduzione delle tasse e aumento della spesa a fronte di debito da stato del terzo mondo... è tutto un programma.

Giachetti-- durante il dibattito ha detto una bugia così grossa da invalidare tutto cio che dice dopo: Noi abbiamo dato un segno di discontinuità.
Ma quale discontinuità.. il PD ha solo cambiato il pedone di turno. Confermando tutto l'apparato di governo di fatto ha confermato la linea politica di Marino, le persone che governeranno nei municipi saranno le stesse e andranno nella stessa direzione in cui sono andate fino adesso. Faranno le stesse identiche cose.
i dirigenti e i funzionari, che sono quelli che veramente governano Roma, resteranno ai loro posti e continueranno nei loro misfatti e incapacità. Con Giachetti nulla cambia di fatto...

Con la Raggi... non voglio essere Maramaldo ... essa rappresenta la morte della politica... la morte di Roma...
Personalmente penso che i grilli non sono più credibili quando dicono continuamente -- noi siamo gli onesti e voi no, voi siete i cattivi e noi no, voi siete ricchi e noi no, noi cambieremo tutti.... prendendo il cittadino che passa sotto le finestre di casa... essi sono la morte di Roma.

Personalmente Marchini mi lascia perplesso-- ma conosco l e persone che vi sono dietro di lui, Non è un uomo solo al comando, quello che convince di lui e gli uomini che hanno fatto un passo indietro nella visibilità .. ma che hanno esperienza di governo, che hanno conoscenza della macchina amministrativa pubblica.. gente che viene da altre esperienze politiche, ma hanno conoscenze, esperienze ed onesta....
Se tre anni fa. c'era un capitano della nave Marchini, e un nostromo Onorato, oggi su quella barca c'è Cozzoli e Barbato che conoscono il consiglio comunale, che hanno dimostrato che Roma vale più di una poltrona spingendo Marino giù da Campidoglio, ci sono politici dello spessore di Ciocchetti e Augello ... dietro c'è un progetto... per me condivisibile...

GiachettiSindaco

Giachetti-- durante il dibattito ha detto una bugia così grossa da invalidare tutto cio che dice dopo: Noi abbiamo dato un segno di discontinuità.
Ma quale discontinuità?
I PD ha solo cambiato il pedone di turno, confermando tutto l'apparato di governo, di fatto ha confermato la linea politica di Marino e di quella prima ancora... infatti qual'è lo slogan di Giachetti ?Roma torna Roma, un slogan che sa di restaurazione.

i dirigenti, i funzionari nei vari dipartimenti,o nei vari punti strategici che di fatto sono quelli che veramente governano Roma, non i politici, resteranno ai loro posti e continueranno nei loro misfatti e nelle loro incapacità.
Le persone che governeranno nei municipi, saranno le stesse, infatti con la riconferma dei Presidenti, non c'è nessuna discontinuità e tutti questi andranno nella stessa direzione in cui sono andati fino adesso.
Gli staff presidenziali saranno ricomposti senza che nulla sia cambiato, Faranno le stesse identiche cose.
Con Giachetti nulla cambia se il Pedone sulla scacchiera Roma, perchè il Re..nzi continuerà a governare da Palazzo Chigi

Meloni sindaca di Roma... speriamo di no

Meloni.Sindaco .un dramma... è sola...dietro di lei c'è il nulla di Fratelli d Italia, 
Con lei, Sindaca di Roma, vivremo lo stesso dramma di Alemanno, un uomo, ops volevo dire una donna sola sul ponte, senza ciurma, senza ufficiali per guidare la città e i municipi.
La macchina amministrativa subirà un contraccolpo pauroso..la barca Roma sbanderà paurosamente.. "reggeteve forte"... molto forte.
La Meloni è un grande arringa popolo.
Quello che vedo e che se non riesce a uscire dalla nicchia in cui si è infilata a causa di una politica escludente e non includente di Fratelli d Italia.
Uno degli errori che si commettono spesso è pensare che un "arringa popolo", qualcuno dal pensiero veloce e dalla lingua facile sia pure un bravo amministratore... purtroppo non è vero.
La Meloni è una da pensiero veloce e dalla lingua sciolta, ma ho miei dubbi che sappia governare Roma, dove bisogna allargare le responsabilità, condividere il potere e la visione di governo...
Una donna sola al comando... naufraga presto.
L'incongruenza del suo programma che fondamentalmente parla di riduzione delle tasse e aumento della spesa a fronte di debito da stato del terzo mondo... è tutto un programma che non c'è.
Ma il dramma maggiore è sul governo dei municipi.. dove la sfida futura è molto ardua.. e il vuoto di persone competenti e capaci.. è enorme.


La candidata a Sindaco di Roma

Con la Raggi... non voglio essere come  Maramaldo ... essa rappresenta la morte della politica... la morte di Roma...
Personalmente non credo che i grillini siano ancora più credibili, in quando dicono continuamente :
noi siamo gli onesti e voi no, voi siete i cattivi e noi no,voi siete ricchi e noi no, noi cambieremo tutti....e voi no.
Possibile che in Italia gli onesti siano solo loro... tutti gli altri sono banditi
Io mi ritengo onesto.. nel mio casellario giudiziario non c'è nessun ombra di condanna.. eppure non sono un 5 stelle.
Non credo nei pifferai magici, che dal palco fanno i sermoni, pistolotti attaccando ora questo ora quello per rimangiarsi il tutto a seconda dei propri interessi. Non credo nei pifferai magici che con il portafoglio pieno, che invita ad accettare la decrescita felice, quello che stiamo vivendo oggi... il dramma della deflazione economica...
Il Grillo la chiamava decrescita felice, ossia impoverire i poveri e arricchire i ricchi.. quello che sta avvenendo.
Migliaia di lavoratori, ma che dico milioni di lavoratori oggi vivono il dramma di vedersi ridurre drasticamente lo stipendio.
E' il processo di deflazione sociale, ridurre il costo del lavoro, riducendo il costo del operaio. 
Questa drammatica operazione che si sta attuando in due direttive:
- riducendo il costo degli stipendi riducendoli o no rinnovandoli
- aumentando il lavoro allo stesso costo.
La Raggi è la pistola puntata .. il cui vero progetto è far fallire Roma..innescando così un processo irreversibile che coinvolgerà tutta Italia.
I poteri forti europei.. stanno pilotando in tutta Europa la deflazione , al fine di ridurre il costo del lavoro ed essere concorrenziali con i paesi forti dell'oriente, Cina e India.
Il processo dell'Europa non è portare ricchezza nei paesi tipo Romania o Ungheria, ma portare i grandi Spagna, Italia e la stessa Francia a livello dei poveri... decrescere...
La Raggi è la persona adatta..forse si ma non per quello che pensiamo noi.
Muoia Sansone con i filistei.... e noi siamo i filistei

mercoledì 1 giugno 2016

E tu splendi, invece, Roma…

Quando ho letto sul manifesto del PD, “E tu splendi, Invece, Roma” mi sono chiesto, cosa volesse dire, quale fosse il suo significato recondito.
Cosa volessero dire gli autori del manifesto. Perché così da sola quella frase non  mi diceva nulla. Come ho già scritto in questo mio blog, questa è una frase cripta dal significato nascosto, specialmente se viene estrapolata dal suo contesto. Al cittadino medio questa frase dice poco, se non nulla.
Sulla pagina web del PD, Orfini, che sembra essere l’ideatore di questo manifesto, spiega il senso della frase, del perché è stata usata e da dove è stata estrapolata, dalle “Pagine Luterane” di Pier Paolo Pasolini. Orfini sul sito web, ci dice che l’idea i questa frase, gli venne leggendo un articolo su un giornale straniero che parlava dell’ incuria e della sporcizia che invadeva le strade romane.
Era il mese di luglio 2015.. era sindaco Marino.

E tu splendi, invece, Roma…

Un peccato di certi pseudo-intellettuali è l’arroganza culturale, cioè “il fatto è che se loro sanno.. tutti devono sapere”. Mi domando quanti sono in Italia che hanno letto : “Lettere Luterane”.
La cultura personale, uno dei pilastri della saggezza, non è fatta di soli libri, ma dalla esperienza di vita giornaliera. Chi può dire che un contadino del Bangladesh, che oggi troviamo comunemente nelle nostre campagne italiane, abbia meno cultura di un distinto impiegato di un ministero della capitale ?  Nessuno.   
Entrambi hanno una cultura, diversa, che nasce dalle loro esperienze di vita, diversa è la conoscenza.

E tu splendi, invece, Roma…



Non potevo restare nell’ignoranza, ossia non conoscere o non capire fino in fondo il senso di questa frase, così sono andato in libreria ed ho comprato Lettere Luterane di Pier Paolo Pasolini.
Inizio a leggere questo saggio pedagogico indirizzato a Gennariello… arrivo a pag. 73… resto fulminato… ecco la frase originale: “E tu splendi, invece, Gennariello”.
Ecco la frase nel suo contesto. Per comprenderla pienamente va letta nel suo contesto. La frase si trova a chiusa di un lungo pensiero. Si trova alla fine di una riflessione molto originale e particolare di Pasolini. Gennariello è un amico immaginario frutto della fantasia a cui lo scrittore si rivolge. Lo descrive bello come il sole, intelligente, furbetto … napoletano.
Nel brano in oggetto lo scrittore pone la questione dei giovani dei suoi tempi, parliamo del 1975, ma che si può adattare benissimo ai giovani di oggi… 41 anni dopo.

Lo scrittore dice che i giovani hanno una capacità di rendersi brutti pur essendo per natura belli. Egli afferma che i giovani hanno dentro di sé una forma di volontà di morire, non c’è in loro il gusto della vita. Molti giovani sono in vita grazie alla medicina moderna, molti giovani erano destinati alla morte ma la medicina lì ha strappati alla morte, lì ha tenuti in vita ma dentro di loro c’è la volontà di morire; non c’è il gusto della vita, del bello, della dolcezza, della tenerezza… c’è la rabbia di essere vivi e la ricerca della morte.


Quindi attraverso il conformismo, l’obbedienza cieca e la mancanza di ideali da vivere in pienezza, il gusto del brutto e dell’horror … vivono come ”strappati alla morte”.
In questo “non vivere” i giovani si rendono brutti, indecenti. La creazione in realtà li ha fatti belli, eleganti, graziosi, dolci, invece di curare la bellezza, essi però fanno tutto il contrario curano la bruttezza,  la disarmonia.
Così mentre molti si rabbuiano, si spengono, si imbruttiscono..  “E tu splendi, invece, Gennariello”
.
E tu splendi, invece, Roma…

Ma questo che c’entra con Roma ?
C’entra, e come se c’entra.
Roma è bella, è maestosa, è elegante, è viva, è imperiale.. ma qualcuno fa di tutto per renderla cupa, buia e zozza.
Come si fa in una città dove la voglia di vivere è più forte della morte a costruire interi quartieri decadenti, grigi, privi di piazze, di centri di aggregazioni, di centri sportivi, di teatri,  privi di vita sociale, di armonia e di amore ?
Quanto sono lontane le piazze barocche e rinascimentali o d’inizio ‘900 dai quartieri senza piazza dai grigi palazzoni, la periferia di Corviale,  Tor Bella Monaca, il Quartaccio…
Negli ultimi 20/30 anni, frutto della visione urbanistica di sinistra, sono stati creati quartieri decadenti, dove vivono gli strappati alla morte. Quartieri sempre più bui, senza quella luce di chi ha voglia di vivere.  
L’urbanistica di sinistra è grigia, senza colore, senza armonia, essa tratta l’uomo alla pari delle formiche. Uomini, donne e bambini ammassati in formicai, senza prospettive. La moderna urbanistica di sinistra ha prodotto anonimi quartieri dormitori, senza la piazza luogo privilegiato dell’incontro, del confronto, dello scambio delle idee.
Quanto sono magnifiche le nostre città italiane medioevali dove al centro c’era la piazza.
Senza più piazza l’uomo si imbruttisce nella piazza virtuale del web, perdendo il contatto umano, dove il dialogo e fatto di slogan.
Negli ultimi 30 anni, c’è stato un accanimento nello svuotare il centro città, per renderlo un luogo di passaggio. Togliere l’umanità, togliere la presenza umana alla città, vuol dire togliere l’anima ad una città, ed è quello che si vuol fare a Roma: togliergli l’anima.
L’ultima opera di imbruttimento fatto a Roma, spacciata per abbellimento turistico è stato la pedonalizzazione dei Fori Imperiali. Quello che era un piccolo capolavoro urbanistico, la via che va da Piazza Venezia al Colosseo, una via di fuga del traffico veicolare che lasciava intatti e protetti i Quartiere Monti, Viminale, Colle Oppio. Facendo divenire pedonale Via dei Fori Imperiale, il traffico veicolare è stato indirizzato all’interno dei borghi complicando così la vita quotidiana, andando ad intaccare le strade del popolo minuto.
Da decenni, gli urbanisti di sinistra, avevano come idea fissa l’eliminazione fisica di via dei Fori Imperiali perché essa rappresentava la via dell’impero mussoliniano o la strada delle parate militari, poco importava il suo ruolo nella vita quotidiana degli abitanti dei vari borghi coinvolti.

Tu splendi, invece, Roma..

Non ti hanno rabbuiato i barbari, i lanzichenecchi, gli stranieri delle corti papali, i piemontesi, i 20 anni del fascio, non ci riusciranno neanche i comunisti. ..  Tu splendi, invece, Roma